Expo 2015…in giro per il mondo

 

expoFinalmente il giorno dedicato all’Expo è arrivato! Sabato 19 settembre…sì proprio sabato, il giorno da delirio, ma all’Expo si va con tutta la famiglia!

La giornata è stata preparata con cura, sveglia alle 6.30, colazione, scarpe comode, zainetto e via.

Come previsto c’è moltissima gente, ma sia per la navetta che troviamo al parcheggio, sia all’entrata tutto si svolge abbastanza velocemente.

Vista la coda al padiglione zero decidiamo di saltarlo e di arrivare al Decumano. Visitiamo subito la Repubblica Ceca che non ci entusiasma, ma non c’era coda…

Proseguiamo convinti che sia importante andare nei padiglioni di paesi che difficilmente potremo visitare con un viaggio dedicato, quindi evitiamo Italia ed Europa e affrontiamo le code accettabili per Africa e Oriente.

turkemenistanVisitiamo il Bangladesh, dove assaporiamo degli involtini ripieni di carne e verdura, piccanti e gustosi. Entriamo in Costa d’Avorio accolti dalle piante di cacao, pranziamo in Mexico con tacos e nachos piccanti accompagnati da una birra Corona con l’immancabile fettina di lime. Prendiamo un caffè turco e poi anche quello italiano, proseguiamo in Turkmenistan e scopriamo che producono dei tappeti meravigliosi.

indonesiaAndiamo in Indonesia che ci accoglie all’esterno con le foto dei presidenti che si sono susseguiti dalla metà del 1900 ad oggi. All’interno c’è una statua della dea dei raccolti, poi tavoli di spezie e oggetti caratteristici.

USACon poca curiosità entriamo nel padiglione degli Stati Uniti d’America perché la stanchezza inizia a farsi sentire e qui la coda è poca. In perfetto stile americano assistiamo a dei filmati che fanno riflettere sul junk food e sull’alimentazione sana. Un confronto apprezzabile.

All’uscita veniamo attratti dall’aperitivo slow food non prima di aver visitato il padiglione, naturalmente: bello, veramente bello! Perfettamente in linea con il tema dell’Expo.

E’ ora di cena, andiamo in Turchia e gustiamo un buon kebab. Siamo stanchissimi e decidiamo di tornare indietro passando per il Congo e per l’Afganistan. Mentre torniamo a casa penso a cosa mi rimane di questa visita:

cacaospeziezafferano

  • i profumi delle spezie.
  • l’accattivante esperienza olfattiva dei semi contenuti nelle mani che spuntano da una parete del padiglione turco.
  • Il signore anziano dell’Afganistan, con gli occhi cerchiati da una leggera riga di kajal, che porge un barattolo pieno di zafferano invitando ad annusarlo. Il profumo è intenso come lo sguardo di chi lo porge.
  • Il cibo piccante e speziato attraverso cui si impara a conoscere la diversità di culture altre da noi.
  • Odori e sapori forti che ti trasportano in terre lontane.
  • Cibo che riesce a far percepire il lavoro nei campi di riso, di mais, nelle piantagioni di caffè e di cacao.
  • Il rammarico di non aver visto Giappone, Marocco, Cina, Katar e altri paesi dell’Africa, ma li riservo per la prossima visita.

Certo, poi ci sono le lunghe code, le polemiche, il caldo, la maleducazione (soprattutto italiana), ma questa è una storia che non mi appartiene.