Generatori d’ansia – parte 3 – ansie da spiaggia

spiaggiaLa spiaggia è il luogo dove le ansie si moltiplicano, colpa forse del caldo o del mare che dicono innervosisca, non so, ma in una ventina di giorni ho fatto il pieno di preoccupazioni e paure che generano frustrazione nei bambini…e nei vicini di ombrellone!!!

Senso del pudore.

“Dai togliti il costume bagnato così poi andiamo a pranzo!”
“Voglio cambiarmi in bagno”
“Piantala! hai 5 anni non ti guarda nessuno!”

…e il bimbo disperato è costretto a cambiarsi continuando a guardarsi attorno piangendo. Perché non si dovrebbe rispettare il senso del pudore di un bambino? Qual è il problema? Salire le scale e portarlo nello spogliatoio dove fa caldo?
Avere vergogna del proprio corpo nudo è legittimo e ci permette di proteggere la nostra intimità (oggi molto esposta). A tutti i bambini ad un certo punto viene naturale e credo sia importante rispettare questa fase se vogliamo poi alimentare un po’ più avanti il senso del rispetto verso sé stessi.

Non devi avere paura: ci sono io!

Questa è la tipica frase di quei genitori che credono di sentirsi in dovere di portare i bimbi in mare contro la loro volontà. Vi è mai capitato di vedere un bambino pacifico sulla riva del mare, che gioca con paletta e secchiello? è beato, gioca con l’acqua che gli lambisce i piedi, costruisce qualcosa con la sabbia, scava, distrugge e ricomincia senza stancarsi; ad un  certo punto arriva l’adulto, lo prende e lo porta in acqua. Grida di terrore, il bimbo si dimena, tira su le gambe in modo da evitare di essere immerso in mare ma NIENTE l’adulto insiste, lo deve bagnare assolutamente cercando di rassicurarlo.

spiaggiasecchioOnestamente mi chiedo il perché di tanta ostinazione. E’ così difficile capire che i bambini possono avvicinarsi all’acqua gradatamente, giocando, senza pretendere che diventino come Rosolino in quindici giorni. Il mare è “una quantità d’acqua in movimento”, la sabbia è una superficie instabile è normale per un bambino piccolo averne timore. Se l’intento del genitore è quello di fare in modo che il piccolo familiarizzi con l’acqua ecco che le forzature non faranno altro che dare l’effetto contrario. Usiamo il buon senso.

Non giocare con la sabbia!

Questa è l’affermazione più paradossale che ho sentito in questi giorni! Il bimbo torna a riva, si fa la doccia per togliere il sale (che sembra faccia danni irreparabili!!! Mah!), si asciuga, si cambia (anche il costume bagnato è causa di danni !?!?), fa un po’ di merenda e poi inizia a giocare con paletta e secchiello vicino all’ombrellone. All’improvviso l’urlo: “non giocare con la sabbia!!!”. Ora io dico, ma con cosa dovrebbe giocare un bambino al mare? dovrebbe mettersi sula sdraio a prendere il sole? o leggere le notizie sul quotidiano? o fare un’ora di meditazione yoga?
La preoccupazione di questa mamma (che però non è sola, ne ho sentito altre) è che il bimbo si sporca, poi una volta a casa, bisogna rifare la doccia!!!

Un consiglio: se andate al mare, cercate di rilassarvi, giocate con i bambini e lasciateli liberi di sporcarsi, riempirsi di sabbia, non forzateli a fare cose che non vogliono fare, lasciate che tutto avvenga naturalmente e rispettate i loro tempi. Insomma rilassatevi e usate buon senso, e poi cosa vi piaceva fare in spiaggia all’età dei vostri figli? A volte tornare indietro con la memoria aiuta.

Buone vacanze

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2 thoughts on “Generatori d’ansia – parte 3 – ansie da spiaggia

  1. Sylvia Baldessari 24 luglio 2015 / 11:28

    Il mio #adotta1blogger di oggi è targato Elisa Benzi
    “Generatori d’ansia” è un percorso che pian piano si trasforma in uno specchio: ritrovarcisi è facile. Modificare il nostro riflesso è solo un attimo, una presa di coscienza.
    Lasciamoci prendere, allora!

  2. Sonia Bertinat 24 luglio 2015 / 14:21

    Verissimo!!! Lo dico da ex bimba buttata in acqua a sorpresa e che da allora, pur avendo fatto pace con le distese d’acqua, non riesce a tuffarsi!! Ci si stressa e si stressa inutilmente (consumando energie inutili) per non spenderne dopo!

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