Generatori d’ansia – Parte 1- La valutazione

Siamo ormai al termine dell’anno scolastico, che per molti significa chiudere un ciclo per passare poi a settembre ad un grado superiore con nuove sfide e nuove opportunità di crescita.

E’ questo il tempo dei bilanci, degli scrutini, dei giudizi e dei consigli per chi dovrà passare ad un livello di scuola superiore. I genitori, a diversi gradi, si interrogano sulle capacità e sulle possibilità dei propri figli nell’ottica di fare le scelte più opportune per il loro futuro.

E qui inizia l’ANSIA.cbrown

In parte, essa è giustificata dal fatto stesso di essere genitori, di amare i propri figli e di volere per loro il meglio, in parte è alimentata da coloro che definisco i GENERATORI D’ANSIA.

In modo particolare, ho in mente il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla primaria. Da più parti, in questi ultimi giorni, ho sentito parlare di “sospetto dsa”, “sospetto dislessia”, “sospetto ADHD” riferito a bimbi che non hanno ancora iniziato a leggere, scrivere e far di conto, se non in misura assai ridotta.

Poco si parla invece delle abilità apprese rispetto all’inizio del percorso, poco si dice delle inclinazioni del bambino, del carattere, delle capacità di relazione acquisite. Tutto passa in secondo piano rispetto ad un qualcosa che ha a che fare strettamente con la prestazione.

Si inizia ad innescare un processo volto all’osservazione del bambino solo dal punto di vista dei risultati che devono tendere ad omologarlo alla maggioranza, altrimenti per lui è già pronta un’etichetta: dislessico, discalculico, disortografico, iperattivo.

Io vorrei cercare, per quanto mi è possibile, di porre l’accento su aspetti che invece potrebbero veramente fare la differenza nella vita del bambino, vedo di riassumerne alcuni:

  1. UNA DIAGNOSI  DI DSA è possibile solo nel corso se non verso la fine del secondo anno di scuola primaria. Diffidate, cari genitori da chi alla scuola dell’infanzia cerca di convincervi del contrario.
  2. Pretendete di conoscere gli aspetti emotivi che caratterizzano vostro figlio quando entra in relazione con gli altri, come si comporta con le regole, come reagisce ad eventuali rimproveri.
  3. Ricordatevi che i nostri figli sono differenti da come li vediamo e viviamo noi nel contesto familiare.
  4. Fatevi dire quali sono le inclinazioni dei vostri bambini, senza pretendere che siano esaustive o volte al risultato; se mio figlio ha un’inclinazione artistica non devo necessariamente pensare che sarà il nuovo Picasso, è sufficiente sapere che ama disegnare, ama i colori, è particolarmente sereno quando usa pastelli o pennarelli.
  5. Chiedete alle insegnanti se il bambino ha difficoltà a stare con gli altri o se invece ha una buona dose di empatia (cosa che gli permetterà di saper stare bene in un contesto sociale anche senza essere Einstein); quali sono le sue paure, le aree di migliormento dove la famiglia può fare la differenza.
  6. Chiedete se vostro figlio è creativo ed intuitivo. E’ la creatività ciò di cui abbiamo bisogno non di teste piene di dati e nozioni fini a se stesse.

Potrei andare avanti ancora, ma poi rischio di diventare noiosa; una cosa però mi sembra di fondamentale importanza, non cadete nel rischio dell’etichetta e dell’omologazione.

essumanoL’essere umano è unico, ma ha molteplici sfaccettature, non può essere catalogato e racchiuso in una definizione altrimenti si rischia di non dare libertà di espressione alle mille risorse che ognuno di noi possiede.

 

Annunci

8 thoughts on “Generatori d’ansia – Parte 1- La valutazione

  1. Sonia Bertinat 25 maggio 2015 / 18:50

    Splendido! Ultimamente il discorso sul senso vero dell’educazione e dell’apprendere. Da Recalcati con il suo concetto di erotica (nel senso di piacere, desiderio, brama) del l’insegnamento a Benasayag (di qualche anno fa) che critica il metodo educativo basato solo sulla valutazione.
    Adottata in #adotta1blogger !

  2. Sylvia Baldessari 25 maggio 2015 / 18:54

    Prestazione standardizzata o valore nel percorso formativo, con i personali traguardi raggiunti?
    Quando la relazione e la sua dimensione si assottiglia, sparendo dalle valutazioni, quale rischio corriamo in educazione?
    Un’ottima riflessione, Elisa Benzi

  3. anna 5 giugno 2015 / 13:14

    come e’ diversa la realta’ dalla teoria…….anche se lei conoscendomi sa che condivido quello che pubblica.. ma la strada e’ irta di difficolta’ sia per i genitori che per i ragazzi

    • elisabenzi 5 giugno 2015 / 14:07

      Certamente cara Anna, non è semplice viviamo in una realtà molto complessa dove i ruoli non sono chiari e la confusione ci lascia un po’ spiazzati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...