#Pedagogiaepolitica – IL BENE COMUNE: ALLESTIAMO PALESTRE DI CITTADINANZA ATTIVA! – Alessia Zucchelli

maniPennelli, carta vetrata, guanti..da diversi anni l’estate che organizzo per e con gli adolescenti nei servizi gestiti dalla cooperativa Linus e poi Alchimia di Bergamo, lontana dall’essere un tempo libero come contenitore di quel che accade, è invece caratterizzata dal far sperimentare i ragazzi in qualcosa su cui difficilmente possono esercitarsi, ovvero rimboccarsi le maniche.

Con la fine della scuola, la mattina presto, capita spesso di incappare in gruppi di adolescenti che, armati di pennelli e affini, sono stati incaricati di un compito importante: occuparsi di fare manutenzione agli spazi urbani comunali. Accompagnati da educatori e volontari delle associazioni, i ragazzi possono sperimentarsi nella possibilità di prendersi cura attivamente del proprio paese: le panchine, i parcheggi, i parchi che quotidianamente abitano, investendo questi spazi di tutta l’intensità di vita che li caratterizza; è topico in questi progetti di impegno, osservare adolescenti – che generalmente sembrano spersi, ciondolanti, disinteressati- avere uno sguardo che dice “ Ho capito che questo è il mio pezzo, è faticoso, ma me lo prendo!”.

E questa sperimentazione pratica vale più di mille parole, di mille rimproveri, di mille compatimenti.

Come a dire che se diamo agli adolescenti la possibilità di sperimentarsi in compiti e responsabilità di impegno e tenuta, allora questi se le prendono, le responsabilità?

E’ importante sottolineare che questo, che si configura a mio avviso come un cambio di prospettiva in quanto prevede di consegnare ai ragazzi degli strumenti insieme alla possibilità di utilizzarli e di valorizzare la loro capacità -se pur potenziale- di essere propositivi e costruttivi, sia spesso utile e potente per restituire loro un’ immagine positiva di sé soprattutto attraverso la presenza di adulti bendisposti e propensi all’incontro….Crea legame lavorare insieme, crea legame condividere obiettivi che vanno nel senso del custodire il bene comune.

Da cosa dipende il cambio di prospettiva? Possibile che la chiave di volta stia proprio nella disponibilità degli adulti a lasciare spazi di cittadinanza ai ragazzi, attraverso la condivisione di un impegno che odora di accoglienza e fiducia nelle loro capacità, se pur potenziali?

Possibile che la chiave stia nell’onestà e disponibilità di restituire loro responsabilità e impegno -davvero- attraverso atti concreti e pubblici?

Sento spesso adulti scandalizzarsi davanti ai ragazzi di oggi e di sempre, che si ritraggono davanti alla pochezza e superficialità che portano, considerando ciò come male assoluto o fastidio che non si può sopportare, piuttosto che un bisogno da supportare.

Ma proviamo a rifletterci per un attimo: come possiamo aspettarci dei ragazzi ricchi di contenuti, responsabili e attenti a ciò che li circonda, se non diamo loro la possibilità di sperimentarsi in questi contesti e se non diamo loro spazi di protagonismo reale e significativo all’interno della comunità? Come possiamo aspettarci che cittadini attivi e partecipativi lo diventino semplicemente raggiungendo la maggiore età? Come possiamo pensare che si prendano impegni se non li accompagniamo ad assumerseli -senza sostituirci a loro- e non li facciamo sentire in grado di raggiungerli, certi obiettivi comuni?

La cittadinanza, fondamento della politica, va sostanziata garantendo spazi di sperimentazione e palestre di cittadinanza a partire dalla consapevolezza e dalla convinzione della centralità dell’atto di restituire ai ragazzi la responsabilità di ciò che li riguarda e che riguarda, con loro, l’altro.

Cosa lega allora Educazione e Politica?

Una scelta e insieme una sfida : quella di condividere impegni e responsabilità con le nuove generazioni, perché crescere cittadini attivi e consapevoli davanti a diritti e doveri è pietra miliare della politica e finalità prima dell’educazione, tutta.

 

Alessia zucchelliAlessia Zucchelli esercita la professione educativa dal 2001 a fianco degli adolescenti a cui si appassiona tanto da decidere di approfondirne la riflessione e la pratica educativa nel lavoro e in una tesi in Scienze dell’Educazione su giovani e famiglie nell’età contemporanea. Appassionata al lavoro educativo, ritiene che agire PER e CON i ragazzi sia una pratica che ogni giorno le permette di apprendere e contemporaneamente prendersi cura del futuro, in una continua sfida di cambiamento e crescita. Interessata all’Incontro, alla Comunicazione, alla Partecipazione, pensa che il web sia oggi luogo fondamentale per sperimentare e confrontarsi su pratiche educative che prevedano la possibilità di creare legami e buone prassi innovative. Sogna un mondo in cui educare e trasmettere, imparare e apprendere, non siano considerati ambiti separati, ma vissuti come unico processo di scambio e crescita reciproca tra giovani e adulti. Attualmente educatrice in Centri di Aggregazione Giovanile e in progetti contro la dispersione scolastica, è iscritta alla L. M. in Scienze Pedagogiche dell’Università di Bergamo.

 

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